Illustrazione e disegno come filosofia
Il popolo ritratto da Flavia Luglioli è composto da bambine e giovani donne impegnate a compiere azioni minime e che, a seguito di avvenimenti violenti subiti o prodotti, ricordano quei movimenti compiuti dai personaggi quando sono nel sogno e che in realtà, rispondono al desiderio di mettere in mostra se stessi, conoscere l’osservatore e vivere nello spazio del racconto anche quando quest’ultimo è una struttura ridotta all’osso. Sperimentare il desiderio stesso sembra essere la spinta di ognuno di loro e, ovviamente, la scelta che Flavia chiede a se stessa già da qualche anno. L’immagine che ne deriva è quella del ricercatore e del complicato studioso dell’animo umano che pure sa vedere realtà diverse; situazioni perfino paradossali che richiamano il surreale. Adolescenti, preadolescenti e cappuccetti rossi circondati da una natura refrattaria all’abbraccio e a volte fredda, quasi artificiale. Più verosimilmente la natura o il contesto in genere è costruito da un palcoscenico altro, che spesso lascia spazio alla reale portata scenografica di molti personaggi.
Matilde Puleo: ciao Flavia, ci siamo conosciute qualche anno fa e vedo con piacere che l’illustrazione continua ad essere il tuo principale obiettivo. Ci racconti come è cresciuto il tuo lavoro?
Il mio lavoro è cresciuto negli anni servendomi anche di altri linguaggi come il fumetto, la moda e la scenografia che è anche la mia materia di studio all'Accademia di Belle Arti di Firenze. Grazie a questo sono passata da un linguaggio semplice con pochi colori a uno più elaborato che utilizza altre tecniche come il collage e la cartapesta per creare immagini a tre dimensioni che si ispirano al teatro delle marionette e che ho elaborato per creare i miei ultimi lavori.
Sei mai stata a Lucca Comics? Quale è la tua opinione sulle immagini a servizio della parola e del racconto?
Sono cliente fissa del Lucca Comics da quando ero bambina e credo che questo abbia influenzato profondamente anche le mie scelte in ambito artistico. Penso che il fumetto sia un linguaggio completo che si sviluppa a più livelli, dall'immagine al racconto, molto più complesso dell'illustrazione e della pittura ed è ciò che si avvicina di più al linguaggio cinematografico, per questo ne sono sempre rimasta affascinata.
Mi hai parlato del tuo taccuino e mi hai detto che i tuoi disegni e appunti, nascono come esercizio grafico in qualche modo “imposto” ma poi esprimono desiderano raccontare qualcosa...
Mi porto sempre con me un taccuino che riempio con fumetti, immagini , poesie e frasi che mi hanno colpito. Tutto questo nasce sia come esercizio grafico sia come schizzo o idea da elaborare successivamente che poi diventeranno scenografie, illustrazioni o fumetti.
Hai frequentato corsi sull’illustrazione che ti hanno lasciata entusiasta. Quale è stata la cosa più importante che senti di aver imparato?
Oltre ad aver imparato nuovi trucchi e tecniche i corsi di illustrazione mi sono serviti per confrontarmi con altri illustratori e fumettisti. L'anno scorso con il corso di Roberto Innocenti ho appreso il linguaggio dell'illustrazione e dell'acquerello imparando vari trucchi che mi sono serviti in seguito, mentre quest'anno con il corso di Pablo Auladell ho imparato le tecniche del fumetto che mi hanno aiutato ad aprirmi verso altri linguaggi visivi.
Sai che i fumettisti e gli illustratori più famosi sostengono che se non avessero un editore in questo momento produrrebbero in casa i propri lavori. Farebbero i libri con le fotocopie, cercando di esistere, con le proprie opinioni e idee. Dicono che dal punto di vista degli strumenti tecnologici oggi stiamo attraversando un momento entusiasmante. Lo produrresti un libro tutto tuo e con quale progetto?
Sono una grandissima fan dell'autoproduzione, dalle fanzine ai blog e conosco tante persone che utilizzano questo linguaggio per pubblicare i propri lavori, lo trovo affascinante ed è un'esercizio molto libero e creativo e chi vuole fare l'illustratore o il fumettista dovrebbe sperimentare almeno una volta nella vita perchè ti aiuta e ti obbliga a scontrarti con il mondo. Ho tantissimi libri e idee che vorrei autoprodurmi e che, per adesso, li pubblico sul mio blog (http://eressea-sketchbook.blogspot.com/) e ultimamente sto progettando una specie di “carnet du voyage” ,per metà fumetto e per metà illustrazione , sui miei ricordi, sulla mia generazione e sulla realtà che mi circonda che molto spesso non è come quella raccontata dai media.
Intervista su Cerniere http://www.cerniere-ar.it/file-cerniere/page/interviste.asp
Illustrazioni:
http://eressea-sketchbook.blogspot.com/search/label/illustrazioni